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Siamo sei miliardi di persone e se continua
cosi' fra quindici anni saremo sette miliardi, almeno secondo le
previsioni. Viviamo un'epoca fortunata, segnata da giganteschi passi in
avanti della scienza e della tecnologia. Negli ultimi decenni la vita
media degli abitanti della Terra s'e' allungata, molti piu' bambini vanno
a scuola, e molti non muoiono piu' per malattie curabili e prevedibili.
Molte piu' donne studiano e lavorano. Molti paesi sono progrediti.
Eppure in molte aree della Terra sembra di essere all'Inferno: un miliardo
di esseri umani puo' dissetarsi solo bevendo acqua sporca. Quasi
altrettanti ogni giorno mangiano meno del minimo per vivere e trecento
milioni di bambini non hanno un solo pasto caldo quotidiano. Due miliardi
di persone non hanno corrente elettrica: un terzo dell'umanita' non usa
neppure le lampadine. Tanti quanti, se si ammalano, non si curano, non
possono avere medicine essenziali come la penicillina. Dalle bidonville
sudamericane o asiatiche alle pianure africane, passando per le opulente
metropoli occidentali, piu' di un miliardo di persone non ha un'abitazione
adeguata.
Bere, mangiare, dormire, curarsi, avere una casa per vivere: ecco i primi
''lussi proibiti'' dell'odierno pianeta povero, dove ogni giorno si
inanellano inaccettabili privazioni di vita. Nessuno e' esente, paesi
ricchi (ma solo in alcune sacche) e naturalmente paesi poveri o in via di
sviluppo. I dati del rapporto dell'Undp 2001 sullo sviluppo sociale elenca
alcune voci e cifre delle poverta'.
Eccone alcune.
Nei paesi in via di sviluppo:
- SALUTE: 968 milioni di persone sono prive di accesso a fonti
d'acqua pulita.
2,4 miliardi sono prive di accesso ai servizi sanitari di base.
34 milioni sono affette da Hiv/Aids.
2,2 milioni muoiono ogni anno per inquinamento atmosferico.
- ISTRUZIONE: 854 milioni di adulti sono analfabeti, di cui 543
sono donne.
325 milioni di bambini non frequentano la scuola primaria e secondaria,
183 milioni di essi sono bambine.
- POVERTA' DI REDDITO: 1,2 miliardi di persone vivono con meno di
un dollaro Usa al giorno.
2,4 miliardi con meno di due dollari Usa al giorno.
- BAMBINI: 163 milioni sotto i cinque anni sono denutriti.
11 milioni sotto i cinque anni muoiono ongi anno per cause prevenibili.
Nei paesi Ocse:
15% degli adulti sono semianalfabeti.
130 milioni di persone sono sotto la soglia della poverta' (con meno del
50% del reddito medio).
otto milioni sono denutriti.
1,5 milioni di persone sono affette da Hiv/Aids.
Questa umanita' vasta e dolente negli ultimi trent'anni ha fatto piccoli
ma significativi passi in avanti.
- PROGRESSI.
Nel 1970 gli analfabeti erano il 53% della popolazione mondiale, oggi sono
il 27%.
La vita media globale e' passata da 59,9 anni a 66,4; l'aspettativa di
vita e' cresciuta nei paesi poveri di 12/14 anni. Nell'Europa dell'Est
pero' e' peggiorata dopo il 1989, e anche in Africa per l'Aids.
L'accesso all'acqua potabile nelle zone rurali e' quintuplicato.
Nel 1990 il 29% della popolazione dei paesi poveri viveva con meno di un
dollaro al giorno, oggi e' il 24%.
Nel decennio '80-'90 una nuova terapia di reidratazione ha salvato tre
milioni di bambini da morte certa per malattie infantili come la diarrea.
Ma non basta, perche' poi c'h il resto, tutto cio' che potrebbe colmare il
fossato della disuguaglianza che taglia il mondo globalizzato, lungo i
confini dei suoi continenti e subcontinenti, ma anche all'interno degli
stati: istruzione, formazione, accesso alle tecnologie vecchie e nuove,
lavoro, risorse da investire in un progresso futuro.
Il divario tra popoli ricchi e popoli poveri si nutre di nuove figure:
computer, internet, satelliti, telecomunicazioni, poli tecnologici,
commercio, investimenti diretti esteri, reddito.
Se ad esempio negli Stati Uniti un mese di accesso a internet costa l'1,2
per cento dello stipendio, in Bangladesh costerebbe il 191 per cento, in
Nepal il 278 per cento: ecco l'esempio piu' banale del cosiddetto ''digital
divide'' la piu' moderna forma di disuguaglianza tra gli uomini.
Qualche dato:
- COMMERCIO: tra il 1990 e il '98 l'esportazione mondiale di beni e
servizi e' passata da 4,7 trilioni di dollari (prezzi costanti del 1995) a
7,5 trilioni. Nel 1998 nei paesi meno sviluppati dove vive circa il 10%
della popolazione mondiale, le esportazioni sono stati pari allo 0,4% del
totale mondiale, meno del 1980 (0,6%) e del 1990 (0,5%). Ed e' diminuita
dal 2,3% del 1980 all'1,4 del 1990 nell'Africa subsahariana.
- INVESTIMENTI E CAPITALI: i flussi degli investimenti esteri
diretti sono concentrati soltanto in 20 paesi che ricevono l'83% dei 177
miliardi di dollari indirizzati verso le economie in sviluppo e verso
quelle in transizione come Cina, Brasile, Messico e Giappone.
- REDDITO: l'indice Gini (valore zero indica la perfetta
eguaglianza, il valore 100 la perfetta ineguaglianza) ha oscillato dallo
0,63 del 1988 allo 0,66 del 1993; gli ultraricchi sono diventati ancora
piu' ricchi. Nel 1999 la ricchezza combinata dei primi 200 miliardari era
di 1.135 miliardi di dollari Usa; nel 1998 era 1.024 miliardi; il reddito
complessivo di 582 milioni di persone in tutti i paesi meno sviluppati
ammonta a 146 miliardi di dollari Usa.
- NUOVE TECNOLOGIE: I 29 paesi Ocse hanno speso in ricerca e
sviluppo 520 miliardi di dollari nel 1998, una cifra superiore al totale
della produzione dei 30 paesi piu' poveri del mondo.
Il numero dei brevetti richiesti negli Usa e' passato da 77.000 del 1985 a
169.000 nel 1999. I brevetti richiesti dai paesi Ocse (14% della
popolazione mondiale) erano l'86% delle richieste totali nel 1998.
L'India, settimo paese al mondo per numero di scienziati e ingegneri, ha
il 44 % degli adulti analfabeta.
In Corea la frequenza terziaria tecnica delle facolta' scientifiche era
del 23,2% nel 1997 e dello 0,2% in Burkina Faso.
La spesa mondiale per la ricerca snaitaria dedica appena lo 0,2% dei fondi
a polmonite e diarrea, responsabili dell'11% del peso mondiale delle
malattie.
I nuovi farmaci disponibili sul mercato sono aumentati tra il 1975 e il
1996 a 1.223, ma solo 13 di essi sono per combattere le malattie
tropicali.
Per spese militari e difesa i paesi dell'Ocse hanno investito 51 miliardi
nel 1998.
Le colture transgeniche erano due milioni di ettari nel 1996, 44 milioni
nel 2000: di essi il 98% e' concentrato in Argentina, Canada e Usa.
- INTERNET: 2,5 miliardi di pagine accessibili attualmente su Web;
crescono ogni giono di 7,3 milioni.
Nel 1996 gli utenti erano 16 milioni; nel 2000 400 milioni, nel 2003
saranno tre miliardi.
Il 79% degli utenti e' nei paesi Ocse. Solo lo 0,4% degli abitanti
dell'Africa subsahariana ha accesso a Internet. La tariffa mensile di
accesso a Internet e' l'1,2% del reddito mensile medio del tipico utente
americano; il 614% di quello di un utente del Madagascar; il 278% di un
utente del Nepal, il 191% del Bangladesh.
E per finire nei paesi dell'Ocse c'e' una linea telefonica principale ogni
due persone, nei paesi meno avanzati una ogni 200. (ANSA).
19/07/2001 11:10
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